Non sono un buonista, ho solo poco spazio
Nel tardo pomeriggio ho contribuito a una raccolta di libri per la costituenda biblioteca di Poggio Picenze, uno dei paesi colpiti dal terremoto del 6 Aprile.
Ho portato una dozzina di libri in buone condizioni, praticamente nuovi. Prima che vi spelliate le mani a forza di applaudire la mia sconfinata (?) generosità, comunque, devo fare una piccola confessione: ho portato dei libri che non mi erano piaciuti, o che non mi erano piaciuti abbastanza. Autori e generi vari: da Italo Calvino a Kate Whilelm, da Andrea G. Pinketts a Ray Bradbury, dalla narrativa alla saggistica alla science fiction. Uno in particolare, "L'ultimo dei neuroni" di Pinketts, non sono mai riuscito a finirlo - il che è tutto dire, visto che per principio mi impongo di leggere fino in fondo qualunque cosa compri, fosse anche l'equivalente libresco della Corazzata Potiemkin di fantozziana memoria. Quindi, rilassatevi: non sono diventato all'improvviso un buonista socialistoide, volevo solo fare spazio nella mia piccola libreria.


Comments [0]